sabato 31 marzo 2012
risposta a LV
cara L,
Grazie per la mail di risposta all'ultimo post.
In 10 "turisti impegnati" in giro per l’Etiopia è un bell’impegno! E dove alloggerete nell’Ospedale di Wolisso? Hanno così tanti posti o simulerete un infarto collettivo per farvi ricoverare?
Si, la Direttora di Chiulo è una persona davvero molto valida ma anche con lei ci sono divergenze, in particolare perché non può prendere posizioni nette contro alcune persone che hanno comportamenti inaccettabili: continue assenze ingiustificate, svogliatezza patologica sul lavoro, coma alcoolico in servizio, occupazione abusiva di preziosi alloggi per le infermiere, pascolo di vacche-capre-asini-maiali nel terreno dell'ospedale (per cani-gatti-galline bisogna proprio rassegnarsi) e tanti altri problemi piccoli e grandi.
Come sempre, i problemi facili da risolvere sono stati risolti da tempo, quelli difficili, perché si scontrano con mancanza di norme da applicare con rigore o con l’esistenza di norme sociali, tradizionali, non scritte ma ancor più vincolanti di quelle legali, invece restano. Di quelli risolti non ci si ricorda più, quelli che restano sembrano ingigantirsi e per me è ancor più frustrante vedere che gli altri si aspettano che vengano risolti in quattro e quattr’otto e invece si trascinano per mesi o anni.
Non è per niente facile lavorare quaggiù … i problemi apparentemente insolubili compaiono nei campi e con i tempi dove meno te li aspetti. E non c’è la possibilità di dedicarci abbastanza tempo, per trovare una soluzione percorribile, per via legale o tradizionale, perché intanto ci si deve fare in quattro e in otto per risolvere altri problemi concreti: riparare i continui guasti delle auto e delle apparecchiature sanitarie senza riuscire a trovare tutti i pezzi di ricambio necessari, cercare di non far mancare combustibile, alimenti e farmaci all’ospedale senza riuscirci sempre, tappare i buchi nell’organico per le continue assenze (per malattie del personale e dei loro parenti, per funerali nella famiglia estesa -e qui le famiglie sono MOLTO estese!-, per prelevare i soldi dello stipendio nella capitale, distante oltre 2 ore di auto, per seguire lì o in città ancor più distanti, estenuanti e tortuose pratiche burocratiche necessarie per la pensione, l’avanzamento di carriera, il riconoscimento del servizio militare, l’iscrizione di figli e altri giovani parenti alle scuole superiori o all’università; per poi spesso trovare che il necessario collegamento internet non funziona o che il funzionario preposto non c’è e torna chissà quando … insomma un incubo! E anche la Direttora qualche volta si assenta, per gli stessi motivi personali o famigliari.
Bè, divertitevi in Etiopia … li sono più poveri e altrettanto disorganizzati di qui, ma forse la Polizia è meno arcigna.
Grazie della mail e ciao,
Marco
domenica 25 marzo 2012
piogge e tubercolosi
Carissimi,
qui nel Kunene la stragrande maggioranza della popolazione è ancora dedita all’agricoltura, fatta ancora con la zappa e tutt’al più con l’aratro tirato da buoi. E l’agricoltura dipende dalle piogge, non essendoci sistemi d’irrigazione. Ma quest’anno le piccole piogge, a ottobre e novembre, quando si pianta, non sono state seguite dalle consuete piogge modeste e irregolari ma comunque necessarie: le piogge sono cessate del tutto, i germogli si sono seccati e ora sono si arrivate le grandi piogge ma è ormai troppo tardi per piantare di nuovo … per metà aprile finiranno anche loro e poi sarà cielo sereno e sole a picco per mesi.
Così si prospetta una carestia e c’è già qualche paziente che chiede di non essere dimesso perché a casa hanno esaurito il raccolto dell’anno scorso, mentre qui polenta e fagioli finora non li abbiamo fatti mancare (ci ho messo 700 dollari anche io! chissà se l’ospedale potrà restituirmeli?). E molti pazienti con la Tubercolosi, che da qualche settimana sono seguiti da me, hanno un insieme di segni e di sintomi che potrebbero essere dovuti al beri-beri, malattia da carenza di Vitamina B1, in Italia ovviamente sconosciuta. Vedremo se somministrandogli la vitamina i sintomi miglioreranno … qui le diagnosi si fanno spesso così: si ipotizza che il malato abbia una particolare malattia, poi se la cura funziona allora era proprio quella malattia.
Ieri, 24 marzo, era la Giornata Mondiale della Tubercolosi e la direzione Provinciale di Salute il 21 ci ha comunicato che, non avendo soldi per organizzare alcunché nella capitale della Regione, la Giornata sarebbe stata celebrata a Chiulo, dove comunque c’è l’unico tubercolosario della Regione. Così in quattro e quattr’otto i giardini sono stati ripuliti, le pozze d’acqua asciugate, buoi-maiali-asini-capre cacciati fuori dall’Ospedale, i reparti lavati da cima a fondo e perfino è stato arrangiato un pranzo a base di pollo e patate fritte ma per i soli rappresentanti delle varie istituzioni. Sotto il grande albero che c’è all’ingresso dell’ospedale sono state disposte sedie, panche e un tavolinetto, la TV angolana ha piazzato i suoi treppiedi con telecamere, la Direttora Regionale della Salute Pubblica ha fatto un discorso, poi ne ho dovuto fare uno io, in italo-portoghese, temo, poi abbiamo visitato la tisiologia. Lì ho presentato alla Direttora Regionale una paziente che viene addirittura da Luanda, 1.600 km a nord di qui, mentre un’altra, che viene da Namibe, 350 km a ovest, non c’era perché è così migliorata che se ne sta sempre in giro; la signora di Luanda è poi stata intervistata dalla TV (ma ho chiesto alla giovane giornalista che prima chiedesse l’autorizzazione alla paziente, che non era affatto obbligata di farsi conoscere dall’intero Paese). Quindi il pranzo e un’altra intervista, stavolta solo a me nel mio ufficio nella Direzione dell’Ospedale. Tutto questo mio protagonismo non è dovuto ad un improvviso raptus megalomanico ma al fatto che la Dr.a Judite, la nostra ottima Direttora, è andata a Lubango, 250 km a ovest, e quindi io dovevo farne le veci, sennò è lei che se la sa cavare benissimo anche con conviti, discorsi e interviste.
Pare che finalmente ci sia una buona notizia proprio sulla Tubercolosi: da agosto il Programma Nazionale per la Lotta alla Tubercolosi invia in tutta l’Angola quantità insignificanti di anti-tubercolari; qui a Chiulo abbiamo resistito un po’ con l’aiuto del Cuamm e tassandoci noi medici ma i malati sono 400 ogni anno, con un costo complessivo insostenibile per noi e quindi già a dicembre avevo scritto al Municipio (che corrisponde alla nostra Provincia) chiedendo di provvedere loro, coi 2 milioni di dollari che annualmente ricevono per il solo settore sanitario, ad acquistare i farmaci per tutta la loro popolazione … ma allora non c’era stata risposta. Ora, però, è cambiato il capo del Settore Salute: il sig. Luis Salvador è un infermiere decisamente sovrappeso ma con un cervello pensante: in mezz’ora di colloquio ci siamo messi d’accordo, io ho scritto una nuova lettera con la stima di quanto ci vorrà per trattare 160 malati per 3 mesi e lui pare l’abbia fatta accettare dall’Amministratore Municipale (praticamente il Prefetto: qui non c’è il Presidente, eletto, come in Italia). Ora ci vorrà del tempo: richiesta preventivi, scelta del fornitore, acquisto e trasporto, ma insomma intanto tiriamo avanti coi farmaci nel frattempo procurati nuovamente dal Cuamm … col rischio che, spargendosi la voce che qui a Chiulo gli anti-tubercolari ci sono, verremo presto subissati da ondata di tubercolotici alla disperazione provenienti da tutta la Regione e oltre!
Cari saluti a tutti … e fatevi vivi!
Marco
domenica 4 marzo 2012
una settimana impegnativa
Finalmente una domenica di riposo, senza particolari
questioni urgenti da affrontare.
Oddio, ci sono tante cose da fare che mi aspettano nei
prossimi giorni e oggi ho approfittato della relativa calma per pianificarle e
prepararle.
Nei giorni scorsi ho già avuto l’incontro col nuovo
capo-laboratorista sulle apparecchiature e i reagenti di laboratorio da
acquistare per rilanciare quel servizio. Ma già domattina abbiamo fissato un
incontro con l’èquipe della Salute Pubblica (vaccinazioni, individuazione bambini
denutriti e persone HIV+, consultorio ostetrico, distribuzione zanzariere
impregnate di insetticida, tutte attività effettuate sia nell’Ospedale che, 3
volte per settimana, in 14 altre località del vastissimo Comune di Mucope,
quello dove si trova Chiulo) per presentar loro la dr.a Laura, la nuova medica
del Cuamm che coordinerà queste attività in tutta la Provincia, e per
presentare a Laura l’èquipe, le sue attività e i suoi problemi, che non sono
pochi, sia quantitativi (irregolarità nelle uscite, frequenti assenze dei
singoli infermieri e conseguente sospensione della relativa attività di cui
l’assente si occupava), sia qualitativi (insufficiente educazione sanitaria
verso i casi individuati, p. es. donne HIV+, madri dei denutriti, e mancata distribuzione
di alcuni farmaci: antimalarici e ferro alle gravide, Vitamina A a bambini e
puerpere).
Nei giorni successivi dovrò organizzare incontri con
l’èquipe delle statistiche per avere statistiche più complete e
qualitativamente migliori; poi con l’ambulatorio infermieristico per arrivare a
scrivere diagnosi corrette nei registri (e sui fogli dei singoli pazienti) in
modo che poi l’èquipe statistica possa finalmente raccogliere dati
epidemiologici (oggi non sappiamo quanti casi di malaria o diarrea o polmonite
ecc. curiamo ogni anno, né come ricoverati né come pazienti ambulatoriali; né
quindi sappiamo quali sono le 10 o 20 principali cause di malattia, messe in
ordine di numerosità, trattate in questo Ospedale … ma i Governativi sono messi
peggio: quello delle statistiche sanitarie è un problema generale in un
ambiente nel quale quei dati, quei numeri, praticamente non hanno significato).
Altro incontro sarà con l’èquipe che si occupa della
gestione dei farmaci: molto è già stato fatto sul controllo dell’entrata e
uscita dei farmaci ma resta ancora da correggere qualche errore e completare il
processo, p. es. dando a tutte le entrate dei farmaci un valore monetario anche
se sono donazioni, per sapere quanto consuma annualmente l’ospedale e quanti soldi
dovrebbe procurarsi se l’uno o l’altro dei donatori si facesse indietro.
Altro incontro, sempre sui farmaci, è invece conseguenza del
lavoro della prima èquipe, e coinvolge anche medici, ambulatorio
infermieristico e in pratica tutti gli infermieri che prescrivono farmaci:
quelli dei settori TBC-lebbra, AIDS, consultorio ostetrico; c’è da stimare il
fabbisogno annuale di farmaci e materiali di consumo, per dare la possibilità
all’Ospedale di programmarne l’acquisto trimestralmente o semestralmente, chiedendo
ai vari finanziatori di farsi carico di parte del fabbisogno complessivo in
base alle loro specificità: c’è chi si occupa dell’AIDS e sue malattie
opportunistiche, chi della salute materno-infantile, chi non vuole comprare
farmaci ma è disponibile ad acquistare materiale sanitario e di laboratorio e
attrezzature ecc. … un puzzle complesso che si può completare con successo solo
se si ha nero su bianco il quadro complessivo. Finora questo lavoro l’ho fatto
io, e prima di me altri medici del Cuamm, ma la Direzione dell’Ospedale deve
appropriarsene perchè è un’attività troppo importante, strategica, per
lasciarla esclusivamente nelle mani di stranieri.
Il problema, con questi incontri interni all’ospedale, ma
anche di quelli al di fuori, è che spesso mancano personaggi-chiave per un
motivo o per l’altro: altre riunioni altrove, funerali, parenti ricoverati qui
o altrove da assistere, esami scolastici, necessità di prelevare i soldi dalla lontana
banca, pratiche burocratiche da districare ecc., per cui è spesso necessario
fissarli per nuove date, perdendo così giorni e settimane.
Dovrò anche andare a Xangongo, capoluogo della nostra Provincia
di Ombadja, a parlare col Responsabile della Ripartizione della Salute per
ribadire 1) la necessità di un appoggio concreto al nostro Ospedale (abbiamo
chiesto 50.000 $/trimestre) e 2) la nostra richiesta di essere consultati
quando si fa la programmazione delle attività e spese sanitarie, perchè le
nostre conoscenze e la nostra esperienza, come Ospedale e come Cuamm, potranno
essere molto utili anche alla Provincia, alla quale il Governo dà molti soldi
ma che non ha esperienza di programmazione … e si vede.
A Xangongo dovrò anche incontrare il Presidente della
Provincia, per consegnargli l’invito del Vescovo a partecipare alla prima
riunione del Consiglio di Amministrazione dell’Ospedale di Chiulo, fissata per
il 29 marzo nell’Episcopato; dovrò spiegargli perché il Vescovo si è deciso a
istituire un CdA, quali vantaggi si aspetta, quali sono i compiti dei suoi
membri, tra i quali anche lui è stato nominato.
E la stessa cosa dovrò fare con tutti gli altri membri che
ancora non ne sono al corrente: Direttore Regionale della Salute, un
Vice-Governatore Regionale in carica e uno in pensione, tutti da raggiungere a
Ondjiva, capoluogo della Regione.
Ma col dr. Eleuterio Hivilikwa, Direttore Regionale della Salute,
dovrò anche parlare della nostra Scuola Infermiere, alla quale manca ancora
qualche insegnante, e dell’inaccettabilmente prolungata mancanza di farmaci
anti-tubercolari, che dovevano essere inviati dallo specifico Programma
Nazionale, e della proposta che abbiamo pensato per affrontare questa
emergenza: calcolare storicamente quanti malati hanno le 6 Province del Kunene,
calcolare il conseguente fabbisogno semestrale di antitubercolari, chiedere il
preventivo del loro costo suddiviso per Provincia, chiedere al Governatore di
ordinare ai vari Presidenti di Provincia di acquistare i farmaci separatamente,
ognuno per i propri malati, ma dallo stesso fornitore, in modo da organizzare
un trasporto unico e una ripresa di trattamento unica in tutta la Regione, per
scongiurare migrazioni di pazienti ormai alla disperazione, visto che questa
assenza di farmaci si trascina da agosto!
Un’altra questione da affrontare a Xangongo è lo scottante
problema dei carcerati del Penitenziario di Peu-Peu, ad appena 7 Km dal capoluogo.
Il nostro è l’unico ospedale della Regione che li accetta quando si ammalano:
anche l’Ospedale di Xangongo, come l’Ospedale Regionale di Ondjiva, quando ne
ricevono qualcuno si limitano a prescrivergli una cura e non li ricoverano,
qualsiasi siano le loro condizioni. Così le Guardie Carcerarie quelli gravi
sono costretti a portarli da noi, che ci siamo organizzati mettendo le sbarre
alle finestre di uno stanzone del Reparto Uomini (sennò la notte li
ammanettavano ai letti). Ma data la gravità delle loro condizioni, dato che
quasi tutti hanno la TBC e/o l’AIDS (pochi hanno ferite da curare, ipertensione,
insufficienza cardiaca, asma, polmonite … insomma le altre comuni malattie
degli adulti) questi poveri carcerati si stanno accumulando e tra i loro letti,
messi di dritto e di traverso per farcene entrare di più, c’è appena lo spazio
per entrare di lato a visitarli; e quelli con l’AIDS che ancora non hanno la
TBC finiscono col prendersi anche quest’ultima, perché devono convivere con i
tubercolotici.
Insomma un bel po’ di attività, più che altro di
organizzazione e di relazioni interpersonali, che mi costringeranno a
confrontarmi con persone del tutto diverse, da Patricio, il povero
poliomielitico che partecipa alla gestione dei farmaci perché capisce qualcosa
di computer (e perché bisogna pur aiutarlo, essendo solo e ridotto a camminare
con le mani, seduto per terra, quando scende dalla sua vetusta tricicletta con
pedali a mano), ai Vice-Governatori e al Presidente di Provincia, gente di
potere, nominati dal Presidente della Repubblica in un Paese che per ora è solo
teoricamente multipartitico.
Non ci sarà da annoiarsi, tanto più che manca la Direttora
dell’Ospedale, in questi giorni in Italia per una serie d’incontri e conferenze
organizzate dal Cuamm e da alcuni suoi Gruppi d’appoggio: è lei che di solito
si fa carico degli incontri istituzionali, nei quali è molto abile, conoscendo
l’organizzazione del potere in Angola, i modi giusti per proporre certe
questioni, senza che l’Altro se le senta “imporre”. Una bella responsabilità
per me, straniero e quindi ignaro di troppi meccanismi, regole, rapporti ed
equilibri locali. Speriamo bene e che gli Altri che incontrerò siano tolleranti
verso la mia ignoranza! Fortuna che di solito verrà anche la dr.a Laura, che ha
sposato un angolano, il portoghese lo sa piuttosto bene e quindi mi aiuterà a
spiegarmi il meglio possibile.
A presto.
Marcodomenica 19 febbraio 2012
Chi fa da sè fa per tre ?
La Dr.a Maddalena, la pistoiese specializzanda in Geriatria
che si occupava della Pediatria, della Medicina Donne e della Tisiologia, è
partita domenica 12 e da quel giorno io ho dovuta sostituirla mentre al resto
dell’Ospedale, cioè Medicina Uomini, Chirurgia e Ostetricia, pensava il comasco
chirurgo Dr. Massimo. Con lui si lavorava molto bene, in un continuo confronto
di idee e conoscenze … certo le sue molto superiori alle mie, visto che da
sempre fa il chirurgo ospedaliero, prima in Italia e ora nel Canton Ticino,
mentre io per tanti anni mi sono occupato di medicina preventiva e non curativa
e anche qui a Chiulo mi occupo di come organizzare e gestire meglio l’Ospedale
e non della cura dei singoli malati.
Ma mercoledì è partito anche lui e così per 4 giorni, da mercoledì
a sabato compresi, sono rimasto proprio solo, con tutto l’Ospedale da seguire e
una varietà di casi impressionante. Per fortuna ci sono pochi bambini
ricoverati (neanche 30 … mai visti così pochi!) per cui in totale abbiamo meno
di 200 pazienti … comunque è stata dura. Devo dire però che la Medicina
Curativa da molte più soddisfazioni di quella Preventiva e del Management!
Intanto gli Infermieri mi hanno aiutato molto, facendomi
sentire senz’altro meno solo. Poi è una gran soddisfazione vedere una ragazzina
magrissima di 12 anni, con una polmonite gravissima, che sembrava dovesse
morire da un momento all’altro, prima riprendersi lentamente, poi vederla
seduta sul letto che mangiava da sola e infine andarsene con un gran sorriso sulla
faccia e la madre che mi ringraziava!
Purtroppo, non essendo io un chirurgo, ho dovuto trasferire
all’Ospedale Centrale di Ondjiva, la capitale di questa regione, 3 casi: una
16enne al suo primo parto ma col bacino ancora non ben sviluppato, che quindi
probabilmente avrebbe avuto bisogno del parto cesareo; una 22enne con dolore
addominale, massa nella fossa iliaca destra e test di gravidanza positivo,
quindi con una diagnosi obbligatoria di gravidanza extrauterina. A dire il
vero, quando mandiamo qualcuno a Ondjiva non sappiamo che fine facciano, come
li trattino; solo raramente qualcuno ha avuto occasione di tornare da noi e il
trattamento che gli hanno fatto di solito non ci è piaciuto, come la donna in
gravidanza con frattura del femore che avevamo mandato perché lì, tra i 40
medici in servizio, c’è anche un ortopedico, che in questi giorni è tornata con
un gesso che non serve a niente mentre ci aspettavamo che le mettessero delle
comuni placche e viti, permettendole tra l’altro un parto normale, ora molto
problematico con questa gamba che non può piegarsi sulla coscia … . Tornando a
Chiulo, il terzo trasferimento l’ho dovuto chiedere per una ragazzina di 14
anni investita da un camion qui vicino. E’ arrivata già in collasso per il
sangue perduto, pressione e polso non si sentivano; dalla gamba sinistra,
squarciata, sporgevano pezzi di tibia e perone; nella faccia interna della coscia
destra un profondo taglio dall’inguine al ginocchio esponeva i muscoli, come in
un libro di anatomia; indossati i guanti sterili ho potuto constatare che l’arteria
femorale, protetta da un muscolo, non era stata tagliata .. e d’altra parte, se
lo fosse stata, sarebbe morta dissanguata sul posto dell’incidente; ma la ferita
più grave era uno sfondamento del basso addome, appena sopra l’osso pubico: lì,
in profondità, non si vedeva un granchè, ma erano probabili frattura del bacino
ed emorragia interna. Ci siamo mobilitati tutti: i laboratoristi hanno misurato
l’anemia e soprattutto organizzato in poco tempo una trasfusione; nell’attesa
del sangue, donato da una zia, gli ho fatto mettere un suo sostituto, l’hemagel,
di cui abbiamo una buona scorta; intanto le infermiere della sala operatoria
fissavano e bendavano le ferite alla gamba e alla coscia, le sollevavano gli
arti per permettere al poco sangue rimasto di affluire meglio al cervello e
iniettavano antibiotici e antidolorifici .. insomma un “bel” momento come
équipe … non eravamo a “E.R. Medici in prima linea” ma era quanto di più simile
ci si potesse aspettare quaggiù. Alla fine l’abbiamo caricata sulla nostra
Ambulanza, regalataci recentemente dal Ministero della Salute, accompagnata
dalla zia che aveva dato il sangue, alla quale abbiamo dato una flebo da bere e
dei soldi per comprarsi qualcosa per
pranzo e sostituire il mezzo litro di sangue che aveva dato. L’ambulanza ha
forato ma, con tutte le buche che ci sono sulla pista, l’autista non se ne è
accorto subito ma solo quando ormai il pneumatico era a strisce,
irrecuperabile; tentando di sostituire la ruota il crick è sprofondato nella
sabbia per cui l’ambulanza si è inclinata improvvisamente e sono dovuti
intervenire passanti e altri automobilisti a dare una mano … tutto inutile: la
ragazzina è morta prima di arrivare a Ondjiva, e anche se ci fosse arrivata non
credo che si sarebbe salvata, vista la gravità delle lesioni riportate. Seconda
vittima dell’incidente, la nostra Ambulanza, priva ormai di ruota di scorta, è
inutilizzabile finchè non riusciremo a comprare almeno una nuova ruota.
Un altro trasferimento invece ho potuto evitarlo: una 25enne
al quarto mese di gravidanza ha abortito qui in ospedale ma la placenta non era
uscita e quindi le ostetriche mi hanno chiamato perché perdeva molto sangue. Non
c’è bisogno di essere chirurghi per fare un raschiamento uterino: il collo dell’utero
era ben aperto ma le ho somministrato ugualmente un antidolorifico e un
sedativo, per non farla soffrire minimamente; con lei profondamente
addormentata, usando lunghe pinze ad anelli e un apposito cucchiaio
raschiatore, ho accuratamente estratto l’abbondante materiale placentare, poi le
ho fatto somministrare un prodotto che aumenta la contrazione dell’utero, e
quindi blocca l’emorragia, e degli antibiotici; ieri l’ho dimessa con
antibiotici da prendere a casa (abita qui vicino) e se n’è andata sorridente, con
marito e familiari sorridenti anche loro: arrivederci tra 1 anno, per il nuovo parto!
Ma altri pazienti non ce l’hanno fatta in questi pochi
giorni: abbiamo finito i farmaci per l’epilessia e un giovane di 18 anni, che
non li prendeva da un paio di settimane, è arrivato in ospedale con convulsioni
continue; ho provato a dargli un antiepilettico di cui abbiamo ancora un po’ di
fiale, ma è ugualmente morto la notte successiva al ricovero; questa degli
epilettici è una questione particolare: l’ospedale ne seguiva solo 2 ma poi un
progetto finanziato dal CRS (Catholic Relief Service, la Caritas degli USA) ha
permesso di comprare un buon quantitativo di farmaci e di creare una rete di “attivisti”
che, oltre a occuparsi dei malati di AIDS (il bersaglio principale del
progetto) permette di seguire varie malattie croniche (tubercolosi, lebbra,
denutrizione infantile, ipertensione, insufficienza cardiaca ecc.) tra cui gli
epilettici e proprio tra questi ultimi il successo è stato superiore ad ogni
previsione: se ne sono presentati finora quasi 90, esaurendoci i farmaci che
avevamo ritenuto più che sufficienti; altri farmaci anti-epilettici (e anche
quelli per la tubercolosi, esauriti anche loro), che abbiamo comprato in Olanda,
sono bloccati a Luanda per problemi burocratici … speriamo possano arrivare
presto.
Un altro che non ce l’ha fatta è stato un neonato di 12
giorni, bello grassottello, che non aveva niente di preciso, non tosse, non
diarrea, non parassiti malarici nel sangue, eppure era grave ed è peggiorato
durante il ricovero per cui l’ho messo in trattamento antibiotico “pesante”,
ipotizzando una “sepsi neonatale”; alla fine cominciava anche a manifestare i
sintomi di una meningite e la cura era quindi adeguata però è stato comunque troppo
tardi e ieri notte se n’è andato.
Ieri sera, finalmente, è tornata dalle ferie la coppia di
anziani medici curanti, che quindi già oggi hanno ripreso in mano l’ospedale, sollevandomi
da questo stress a cui non sono più abituato.
Torno ai miei problemi di gestione ospedaliera, abbastanza soddisfatto
di come ho affrontato questa nuova breve ma impegnativa sfida.
Cari saluti a tutti.
Marco
venerdì 10 febbraio 2012
10 giorni di Passione
Domani, sabato, la dr.a Maddalena mi passerà le consegne
della Pediatria, della Medicina Donne, della Tisiologia e dei malati di AIDS perché domenica torna definitivamente in
Italia e io dovrò sostituirla. Mercoledì partirà anche il Dr. Massimo, il
chirurgo, e quindi resterò solo e dovrò seguire anche Medicina Uomini, Chirurgia,
Ortopedia e l’Ostetricia, cioè tutto l’Ospedale! Non essendo specializzato in
Chirurgia non posso operare e quindi dovremo trasferire ad Ondjiva, a due ore
di viaggio, chi ha bisogno di interventi chirurgici maggiori.
Già comincio a non dormire la notte! Ma soprattutto
dovrebbero essere i malati a non dormire tranquilli, poveretti! e fortuna che l’Ospedale
non è pieno: abbiamo finito i farmaci per la TBC e quindi molti tubercolotici
se ne sono andati, sperando di comprarli nelle farmacie private, e con le
piogge sono iniziati i lavori dei campi e quindi abbiamo meno di 200 ricoverati
in tutto.
Domenica o lunedì o quando i voli lo permetteranno,
torneranno finalmente dalle ferie i dr.i Giacinto e Alma e io mi farò
ricoverare alla neuro-deliri.
Oggi speravo di riposarmi, anticipando la domenica, e invece
ho dovuto cercare di riparare le lampade scialitiche della sala operatoria perché
ieri si è rotta l’ultima ancora in funzione: sono riuscito a ripararne una perché
le altre 2 avevano tutte le lampadine bruciate (naturalmente qui è impossibile
trovare lampadine così particolari) perché qualcuno aveva tirato via la
batteria da auto che le alimentava e aveva collegato i fili elettrici a 220 V
direttamente con le lampadine, che sono a 12 V, fulminandole istantaneamente! Qui
la gente in genere, e anche i nostri manutentori, non hanno nessuna cognizione
dell’elettricità e delle sue regole e così ho chiesto ad un tecnico mio amico,
che ha intenzione di venirmi a trovare nuovamente, di preparare una lezione
sull’elettricità, sperando che serva a chiarire un po’ di cose.
Anche l’illuminazione in casa di Giacinto e Alma, dove ora
abita Massimo, era saltata ma quella non sono riuscito a ripararla: i vari
interruttori generali funzionano, lì la corrente arriva e riparte, e quindi non
capisco proprio dove sia il guasto … per fortuna le prese funzionano ma sarebbe
bene ridare l’illuminazione alla casa prima che tornino i suoi abitanti
stabili.
Ciao a tutti
Marco
mercoledì 1 febbraio 2012
E finalmente a Chiulo !
E' esperienza generale che quando si va in ferie poi si trova non solo il lavoro accumulato ma anche qualche , di solito spiacevole, sorpresa. E così, appena son tornato, giù una valanga di problemi, vecchi e nuovi, aggravati dal fatto che, in mia assenza, nessuno qui ha ancora imparato a rimpiazzare i farmaci e i materiali sanitari di consumo prima che si esauriscano; così sono finiti alcuni reagenti di laboratorio (e altri erano già finiti da tempo) e vari farmaci. Per fortuna Felismina, la vecchia infermiera anestesista che gestisce il deposito dell'ospedale, Natalia, la giovane infermiera, e Patricio, il giovane poliomielitico, che avevo addestrato a registrare su carta e sul computer le entrate e uscite dei prodotti di consumo, hanno tenuto abbastanza aggiornati i due elenchi, per cui mi sono subito dedicato a stilare l'elenco delle cose da comprare urgentemente, dovendo però anche dividerle tra i 7 diversi piccoli e medi budget che abbiamo a disposizione per queste spese (1 del Governo, 1 del Municipio, 1 dell'Unfpa, 1 del Cuamm, 2 del CRS, 1 del Rotary): un rompicapo che fa perdere un sacco di tempo e che non sarà facile far padroneggiare dal personale locale: Felismina-Natalia-Patricio ma anche i medici italiani e i capo-sala che prescrivono i farmaci, cioè quelli degli ambulatori per esterni, della tisiologia, della Sezione AIDS, della Salute Pubblica ecc.
E poi oggi, alle 17, mi hanno chiamato perchè Felismina Maria, la capo-sala dell'AIDS, era in coma nell'ambulatorio-PS; Maddalena e Massimo, i due medici italiani che seguono i reparti, erano usciti a fare una passeggiata nei dintorni e quindi mi sono precipitato io, anche se di solito mi occupo di carte. In realtà qualcuno era riuscito a rintracciarli (qui non ci perdono mai di vista: siamo delle mosche bianche!) ed erano tutt'e due già accanto alla Felismina che si agitava in preda alle convulsioni; febbre, pressione molto alta, assenza di edemi alle gambe, polmoni normali, parassiti malarici nel sangue ... breve consulto tra tutt'e tre e rapida decisione degli interventi da effettuare, trasporto nel reparto Donne con tutto il personale e molti pazienti (molti hanno l'AIDS e conoscono molto bene Felismina Maria) a fare da ala al suo passaggio ... insomma ora è già migliorata e speriamo che non ci siano altre sorprese da parte sua.
Mentre Massimo andava a vedere dei nuovi casi chirurgici e Maddalena seguiva la Felismina, io sono andato in Pediatria per vedere se c'era qualche problema grave. Solo un nuovo ricoverato era davvero grave: 1 mese di età, prematuro, peso di 1,7 kg ... uno scheletrino; e anche la madre era scheletrica. Il bambino aveva un impiastro di medicina tradizionale sulla fontanella anteriore, non aveva fatto alcuna vaccinazione e la madre non si era fatta seguire durante la gravidanza, anzi aveva avuto un'eruzione cutanea su tutto il corpo; immediato il sospetto di sifilide ma il relativo reagente è tra quelli esauriti, quindi tratteremo per la sifilide tutt'e due, madre e figlio; poi alla madre faremo fare il test per l'HIV (se si è presa la sifilide magari è anche siero-positiva ... così magra!) e poi seguiremo il bambino per la grave denutrizione, faremo il test per la malaria ... insomma ha cominciato proprio male la sua vita!
E intanto ho dovuto sospendere la stima dei farmaci necessari e di stabilire con quali fondi comprare ognuno di loro! Ma ci sono anche dei fatti positivi ... ma ora torno ai "miei" farmaci.
Ciao a tutti.
Marco
E poi oggi, alle 17, mi hanno chiamato perchè Felismina Maria, la capo-sala dell'AIDS, era in coma nell'ambulatorio-PS; Maddalena e Massimo, i due medici italiani che seguono i reparti, erano usciti a fare una passeggiata nei dintorni e quindi mi sono precipitato io, anche se di solito mi occupo di carte. In realtà qualcuno era riuscito a rintracciarli (qui non ci perdono mai di vista: siamo delle mosche bianche!) ed erano tutt'e due già accanto alla Felismina che si agitava in preda alle convulsioni; febbre, pressione molto alta, assenza di edemi alle gambe, polmoni normali, parassiti malarici nel sangue ... breve consulto tra tutt'e tre e rapida decisione degli interventi da effettuare, trasporto nel reparto Donne con tutto il personale e molti pazienti (molti hanno l'AIDS e conoscono molto bene Felismina Maria) a fare da ala al suo passaggio ... insomma ora è già migliorata e speriamo che non ci siano altre sorprese da parte sua.
Mentre Massimo andava a vedere dei nuovi casi chirurgici e Maddalena seguiva la Felismina, io sono andato in Pediatria per vedere se c'era qualche problema grave. Solo un nuovo ricoverato era davvero grave: 1 mese di età, prematuro, peso di 1,7 kg ... uno scheletrino; e anche la madre era scheletrica. Il bambino aveva un impiastro di medicina tradizionale sulla fontanella anteriore, non aveva fatto alcuna vaccinazione e la madre non si era fatta seguire durante la gravidanza, anzi aveva avuto un'eruzione cutanea su tutto il corpo; immediato il sospetto di sifilide ma il relativo reagente è tra quelli esauriti, quindi tratteremo per la sifilide tutt'e due, madre e figlio; poi alla madre faremo fare il test per l'HIV (se si è presa la sifilide magari è anche siero-positiva ... così magra!) e poi seguiremo il bambino per la grave denutrizione, faremo il test per la malaria ... insomma ha cominciato proprio male la sua vita!
E intanto ho dovuto sospendere la stima dei farmaci necessari e di stabilire con quali fondi comprare ognuno di loro! Ma ci sono anche dei fatti positivi ... ma ora torno ai "miei" farmaci.
Ciao a tutti.
Marco
di nuovo a Luanda
L'aereo dell'Ethiopian Airlines diretto a Addis Abeba era pieno, soprattutto di anziani tedeschi, perlopiù sovrappeso. Siamo partiti con 40 minuti di ritardo ed ero quasi disperato perchè si prospettava la perdita della coincidenza per Luanda per la terza volta. Invece abbiamo guadagnato 10 minuti in volo, poi a Addis ci hanno fatto andare nella sala d'attesa del volo per Luanda senza passare dai minuziosi controlli, infine anche quel volo è partito in ritardo, quindi nessun problema. E poi nell'aereo, su oltre 300 posti disponibili, eravamo solo una quarantina, mai successo prima!
Il volo è stato molto bello e vario: il sole è sorto illuminando i laghi della Rift Valley etiopica giù giù fino al Lago Turkana con le sue rive coperte per chilometri verso l'interno dal fitto reticolo di erosioni provocate dai torrenti che vi scorrono nella stagione delle piogge (fino ad agosto); poi abbiamo superato il massiccio del Monte Moroto passando in Uganda, sopra al nostro vecchio ospedale di Matany; quindi abbiamo sorvolato il Lago Kyoga, praticamente un vasto impaludamento del Nilo Bianco, e la riva settentrionale del Lago Vittoria, ricco di isole e baie. Superati i Monti della Luna, abbiamo volato sull'immensa foresta del bacino del Congo, nascosta alla vista da un'impenetrabile foschia. Avvicinandoci a Luanda la foschia ha lasciato il posto a gigantesche nuvole scure ed indistinte nella parte inferiore, candide e torreggianti nella parte superiore: somigliavano a maestosi e invincibili galeoni diretti a ovest, verso le Americhe.
Infine Luanda, con lunghe file di navi parcheggiate su più linee nell'Oceano fuori dal porto, in attesa di scaricare materiali e attrezzature per questo gigantesco cantiere che è la capitale dell'Angola. Anche a terra se ne vedono i segni ovunque: ciuffi di grù segnalano gruppi di nascenti grattaceli, strade nuovissime a 3 o 4 corsie si alternano a tratti ancora in costruzione, dove si creano giganteschi imbottigliamenti; la spiaggia dell'Isola, dove ci sono le "mie" Suore Salesie, è sconvolta dai lavori in corso e che porteranno all'allungarsi per chilometri del tratto già sistemato: un'ampia passeggiata lungo la spiaggia, con piste per il jogging e attrezzi per la ginnastica sparsi a gruppi ogni poche centinaia di metri. Il traffico è in molte zone ancora infernale, anche per l'eccessivo numero di enormi, costose e inutili SUV, anche questo segno della ricchezza che si sta riversando su alcuni in alcune parti dell'Angola, mentre il resto del Paese e della sua popolazione deve attendere con (im)pazienza il proprio turno. Mi dicono che è in costruzione un nuovo aeroporto internazionale mentre le zone residenziale, di bei villini o sordide baracche, si estendono ovunque, anche lungo i bordi franosi delle colline che in alcuni punti arrivano fin sul bordo dell'Oceano: le frane si vedono benissimo dall'aereo e così le costruzioni a rischio, ornai sul loro bordo.
A cena siamo stati portati in una economica trattoria nell'Isola, la lunga lingua di terra che separa il golfo di Luanda dal mare aperto. Il conto è stato un'amara sorpresa: 38 dollari per 5 gamberotti (non erano gamberetti ma neanche tanto grossi!) alla griglia e 2 patatine fritte mosce: non me lo posso proprio permettere!
Il volo è stato molto bello e vario: il sole è sorto illuminando i laghi della Rift Valley etiopica giù giù fino al Lago Turkana con le sue rive coperte per chilometri verso l'interno dal fitto reticolo di erosioni provocate dai torrenti che vi scorrono nella stagione delle piogge (fino ad agosto); poi abbiamo superato il massiccio del Monte Moroto passando in Uganda, sopra al nostro vecchio ospedale di Matany; quindi abbiamo sorvolato il Lago Kyoga, praticamente un vasto impaludamento del Nilo Bianco, e la riva settentrionale del Lago Vittoria, ricco di isole e baie. Superati i Monti della Luna, abbiamo volato sull'immensa foresta del bacino del Congo, nascosta alla vista da un'impenetrabile foschia. Avvicinandoci a Luanda la foschia ha lasciato il posto a gigantesche nuvole scure ed indistinte nella parte inferiore, candide e torreggianti nella parte superiore: somigliavano a maestosi e invincibili galeoni diretti a ovest, verso le Americhe.
Infine Luanda, con lunghe file di navi parcheggiate su più linee nell'Oceano fuori dal porto, in attesa di scaricare materiali e attrezzature per questo gigantesco cantiere che è la capitale dell'Angola. Anche a terra se ne vedono i segni ovunque: ciuffi di grù segnalano gruppi di nascenti grattaceli, strade nuovissime a 3 o 4 corsie si alternano a tratti ancora in costruzione, dove si creano giganteschi imbottigliamenti; la spiaggia dell'Isola, dove ci sono le "mie" Suore Salesie, è sconvolta dai lavori in corso e che porteranno all'allungarsi per chilometri del tratto già sistemato: un'ampia passeggiata lungo la spiaggia, con piste per il jogging e attrezzi per la ginnastica sparsi a gruppi ogni poche centinaia di metri. Il traffico è in molte zone ancora infernale, anche per l'eccessivo numero di enormi, costose e inutili SUV, anche questo segno della ricchezza che si sta riversando su alcuni in alcune parti dell'Angola, mentre il resto del Paese e della sua popolazione deve attendere con (im)pazienza il proprio turno. Mi dicono che è in costruzione un nuovo aeroporto internazionale mentre le zone residenziale, di bei villini o sordide baracche, si estendono ovunque, anche lungo i bordi franosi delle colline che in alcuni punti arrivano fin sul bordo dell'Oceano: le frane si vedono benissimo dall'aereo e così le costruzioni a rischio, ornai sul loro bordo.
A cena siamo stati portati in una economica trattoria nell'Isola, la lunga lingua di terra che separa il golfo di Luanda dal mare aperto. Il conto è stato un'amara sorpresa: 38 dollari per 5 gamberotti (non erano gamberetti ma neanche tanto grossi!) alla griglia e 2 patatine fritte mosce: non me lo posso proprio permettere!
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